Turchia: battuto il record mondiale di rifugiati che frequentano l’università

In un periodo così ricco di brutte notizie circa migranti e rifugiati, un segnale positivo arriva dalla Turchia. Secondo quanto comunicato dalla “Presidency of the Turks Abroad and Related Comunities”, sono attualmente oltre 16 mila le persone arrivate in Turchia con lo status di rifugiati politici ad essere attualmente iscritti all’università. L’associazione, che si occupa insieme ad altre di garantire l’accesso al massimo grado dell’istruzione a chi vive in Turchia sotto protezione politica, comunica che attualmente l’università turca ha studenti provenienti da ben 170 nazioni diverse: un dato già di per sé molto bello, che descrive una realtà molto variopinta all’interno dell’università turca.

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In termini percentuali, questo risultato indica che il 6% dei rifugiati che vivono attualmente in Turchia frequenta una facoltà universitaria: si tratta di un record a tutti gli effetti, un numero relativo maggiore rispetto a quello di qualsiasi altra nazione in giro per il mondo. Queste le parole di Abdullah Eren, il portavoce di “Presidency of the Turks Abroad and Related Comunities”:

Le istituzioni turche si stanno sforzando molto per la causa. Nonostante le critiche che riceve su molti fronti, il sistema funziona: il programma “Turkey Scholarship” ci permette di offrire un servizio d’istruzione di altissimo livello anche utilizzando i fondi della UE ed altri provenienti da ulteriori organizzazioni. Il buon utilizzo di queste risorse ci ha permesso di raggiungere l’agognato risultato

L’istruzione dei rifugiati nel mondo

Secondo le ultime statistiche, i rifugiati in giro per il mondo hanno attualmente una buona possibilità di accedere all’istruzione, ma le percentuali sono ancora basse per quanto riguarda i livelli leggermente più alti: se la scuola primaria è frequentata dal 61% dei rifugiati-bambini, per quella secondaria la percentuale scende addirittura al 23% dei preadolescenti. Facendo una proporzione non è difficile intuire quanto basso sia il numero assoluto di rifugiati attualmente iscritti all’università, per non parlare di quelli già laureati. Per questo, i numeri della Turchia acquisiscono un’importanza molto grande e fanno capire a noi tutti che si può fare di più. Speriamo che presto si faccia effettivamente di più anche dalle nostre latitudini.

Autore dell'articolo: Umberto Olivo

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