Rwanda: apre lodge per ripopolare la montagna

Il perfetto connubio tra un lodge moderno ed elegante e la conservazione della montagna e dei gorilla che la abitano. In Rwanda ha aperto da qualche giorno il nuovo Singita Kwitonda Lodge e il Kataza House, all’interno del Parco Nazionale dei Vulcani Singita. Un progetto di ampio respiro e di grande rispetto per la natura, tanto da richiamare l’attenzione del presidente del Rwanda, che era presente all’inaugurazione dei lodge.

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Nuovi lodge nel rispetto della natura

Il progetto, inaugurato ufficialmente a inizio agosto, è il frutto di una collaborazione di 5 anni tra i proprietari del Singita e il governo del Rwanda ed ha portato alla costruzione di uno dei più sostenibili lodge costruiti in Africa. Entrambe le costruzioni si trovano sui 72 ettari del Parco Nazional dei Vulcani. Il Kwitonda Lodge può vantare 8 suite di lusso, mentre il Kataza House è un villa esclusiva dotata di suite spaziose. Le suite di entrambe le strutture sono state realizzate con materiali locali e impiegando venditori del posto e lavoratori dei villaggi vicini.

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Recupero della foresta

La costruzione delle due strutture è collegata a un più ampio progetto di rivitalizzazione della foresta, destinato a incrementare il numero degli alberi e a proteggere i gorilla di montagna a rischio di estinzione. Oltre ai 72 ettari già acquistati nel parco nazionale, il progetto prevede anche l’acquisto di fattorie limitrofe ai vulcani. “Abbiamo creato una zona cuscinetto” spiega Brad Murray, co-manager insieme alla moglie Kate della proprietà. “Il nostro progetto, tuttavia” continua Murray “è quello di estendere quest’area e renderla piena di alberi come il parco nazionale. In questo modo potremo conservare i terreni agricoli e ricreare l’habitat naturale”.

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Il progetto di Murray ha consentito di reimpiantare molti alberi. “Ad oggi” racconta Murray “abbiamo reimpiantato 20 mila alberi e l’obiettivo è di arrivare a quota 250 mila. Intanto molti gorilla sono tornati in questi territori”. Un episodio è rimasto nella mente dell’imprenditore: “Un giorno, mentre avevamo 400 uomini a lavoro, stavamo camminando per la foresta quando qualcuno si fermò, gettò a terra gli strumenti e rimase a fissare attonito…una famiglia di gorilla stava camminando in quest’area giocando e rotolandosi nell’erba”. La speranza è, dunque, quello di ripopolare la foresta di gorilla. “Magari” dice Murray “in due o tre anni, quando il programma di riforestazione sarà completato, potremo vedere molti gorilla dalle finestre del lodge”.

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Attenzione e rispetto per i gorilla

Il progetto del Singita Kwitonda Lodge e del Kataza House ha molto a cuore la difficile situazione dei gorilla. I gorilla di montagna, che per secoli hanno abitato queste zone, sono una specie a rischio oggi. Nel 2010 la popolazione dei gorilla è stata classificata come criticamente in pericolo, con soli 480 gorilla rimasti. Oggi, dopo vari tentativi di tutela e conservazione dell’habitat, il numero di gorilla è arrivato a mille e la loro classificazione è passata a “semplice” pericolo di estinzione, non più critico.

Il governo del Rwanda ha giocato un ruolo molto importante nei tentativi di conservazione dell’habitat. Il turismo oggi rappresenta il 60% dell’economia nazionale e il governo non vede l’ora di estendere il turismo anche ai parchi, con la collaborazione di aziende eco-sostenibili.

“Il governo del Rwanda” dice Murray “ha fatto intendere chiaramente che il suo obiettivo è quello di creare la condizione ottimale per ricreare l’habitat dei gorilla”. Il fondatore e presidente esecutivo di Singita, Luke Bailes, sostiene che “sarebbe un sogno espandere la nostra idea di conservazione in Rwanda, un Paese bellissimo con una bella storia di tutela ambientale. Poter contribuire al lavoro del governo per proteggere la natura del Paese è, allo stesso tempo, un privilegio e una seria responsabilità”. “Siamo entusiasti” continua Bailes “dei lodge eleganti ed eccezionalmente sostenibili che abbiamo creato in questa zona. Pernottare qui permetterà agli ospiti di connettersi profondamente con la natura nel cuore dell’Africa”.

In mezzo alla natura senza rinunciare a lusso e comfort

Il Singita Kwitonda Lodge e il Kataza House sono tutto fuorché residenze umili. Anzi, sono un complesso alberghiero degno di un presidente. Situati ai piedi dei vulcani Sabyinyo, Gahinga e Muhabura, le due strutture sono un esempio moderno e sofisticato dell’architettura africana. Le suite sono arredate con divani accoglienti, caminetti interni ed esterni e piscine di acqua calda, nelle quali immergersi a qualsiasi ora del giorno e della notte. La cucina, infine, offre ai propri ospiti deliziosi piatti della tradizione locale, realizzati esclusivamente con prodotti a filiera corta.

Al progetto hanno lavorato più di 500 artigiani locali, che hanno messo a disposizione la loro esperienza per realizzare pareti con pietre vulcaniche, mattoni lavorati a mano e tende per i soffitti. Nasce così una struttura che ingloba interamente l’anima di questa terra e la sua cultura. Un tratto distintivo per un lodge di lusso. L’impressione complessiva è forte e affascinante. Qui si ha la possibilità di incontrare una famiglia di gorilla nel suo habitat naturale. Al Singita, tuttavia, si possono anche prenotare escursioni. La struttura mette a disposizione degli ospiti l’attrezzatura necessaria per il trekking, in modo da potersi addentrare nella foresta alla ricerca di un incontro ravvicinato con specie in via di estinzione come le scimmie dorate, i bufali e gli elefanti.

Un albergo fuori dagli schemi

Il Singita Kwitonda Lodge e il Kataza House sono strutture ricettive decisamente fuori dagli schemi tradizionali. La pensa così anche Murray, che definisce l’azienda come un “brand di conservazione”. “Siamo più interessati a cosa dobbiamo fare per proteggere il parco nazionale e i gorilla” spiega Murray “insieme alla fauna e alla flora e alle comunità locali, piuttosto che a riempire le camere”. Un progetto unico, mirato alla salvaguardia dell’ambiente, al ripopolamento della foresta e, perché no, alla sensibilizzazione delle persone verso un dono meraviglioso che troppo spesso denigriamo: la natura.

Autore dell'articolo: Erika Becchi


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