Murales salvambiente: abbelliscono la città, assorbono lo smog

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I Murales che colorano la città proteggendola dallo smog

La street art, spesso criticata e malvista, ha più aspetti positivi e questa volta parliamo di ambiente. Gli artisti di strada non sono più relegati ai margini di un non accettato sistema, difatti sono accettati e ricercati da enti e municipi, i quali commissionano lavori che attraggano turisti. L’estetica è sicuramente il perno attorno a cui gioca l’arte, eppure i murales hanno oggi una qualità in più: la salvaguardia ambientale.

Molti artisti definiscono l’arte come salvezza e in alcune città del mondo questa frase è diventata pratica. Tale processo è avvenuto anche in Italia: nella Capitale e a Padova gli esempi sono straordinari.

Roma caput ambientis

In primavera a Roma il vento è stato più forte: la manifestazione per il clima, cui prese parte la giovane attivista svedese Greta Thunberg, ha condotto alla realizzazione di un murale ecologico. Il segreto? Unico materiale utilizzato è Airlite, le cui pitture, baciate dalla luce naturale o artificiale, combattono agenti inquinanti.

Un dipinto che diviene un bosco di 30 alberi per la capacità di assorbire ossidi di azoto, benzene, formaldeide etc.. L’enorme murale ricopre 1000 metri quadrati, la facciata di un intero edificio, il che è di grande aiuto per l’ambiente: basti pensare che 12 metri quadrati eliminano l’inquinamento che produce un auto in un giorno. Con la sua espansione ha il merito di essere il murale ecologico più grande d’Europa.

In via del Porto Fluviale, la rinascita del quartiere Ostiense è evidente grazie ad “Hunting Pollution”, il murale dipinto da Iena Cruz, l’artista che risponde al nome di Federico Massa. Un airone, specie in estinzione, domina l’opera, facendo spiccare il suo rivestimento tricolore.

In Italia il muralismo sostenibile

Il muralismo sostenibile è il concetto di base all’iniziativa romana che si sposta anche al Nord del Paese: tra Padova e Albano Terme, si è tenuto un festival di muralismo sostenibile che ha visto la partecipazione di vari artisti italiani e francesi, i quali hanno dipinto 20 muri di quartieri periferici.

Super Walls è stato il nome originale ed adatto ad un festival che nasce nel 2019 e si sviluppa come biennale. I 20 edifici divenuti tele sono stati resi disponibili da parte di enti pubblici e privati.

Il merito va alla critica d’arte Dominique Stella che ha ideato e curato il Festival insieme con il gallerista padovano Carlo Silvestrin. Gli applausi sono degli artisti che vi hanno partecipato, molti dei quali padovani: Axe, Alessio-b, Boogie, Gabriele Bonato, Joys, Made514, Oryon, Paolo Psiko, Peeta, Roulè, Tony Gallo e Yama, e della team de “La Cremerie” di Rennes con artisti quali Gloar, Fortunes, Mya e Hayku.

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