LDL: L’ora del pasto influisce sull’assorbimento del “colesterolo cattivo”

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Ridurre la quantità di LDL si può fare stando attenti all’orario in cui si mangia.

Uno studio condotto da Chen, Hsin-Jen & Chuang, Shao-Yuan & Chang, Hsing-Yi & Pan, Wen-Harn, mostra come il “colesterolo cattivo” (LDL – Low Density Lipoprotein) venga assimilato di più in alcune ore della giornata piuttosto che in altre.

LDL & HDL: Differenze ed azione sull’organismo

Prima di addentrarci nello studio è bene specificare cosa sono il colesterolo cattivo (LDL) ed il colesterolo Buono (HDL).

Il colesterolo cattivo non sono altro che molecole lipoproteiche caratterizzate da una densità compresa tra 1,006 e 1,063 g/ml e da un diametro di circa 18-25 nm.

Le LDL sono la rimanenza di lipoproteine ad intermedia densità (IDL) che non vengono assorbite del tutto dal fegato.
Un eccesso di LDL espone l’organismo a dei seri problemi come: ipercolesterolemia, aterosclerosi, ictus, Infarto cardiaco, trombosi, sindrome metabolica e molto altro.
Il valore delle LDL non è direttamente stabilito dalle analisi del sangue, ma vi è un’apposita formula per calcolarlo con la formula di Friedewald:

Colesterolo LDL = Colesterolo Totale – Colesterolo HDL – Trigliceridi / 5

Ovvero bisogna estrarre il valore dal colesterolo totale, dalle HDL e dai trigliceridi, così si avrà il valore.

Le HDL sono molecole caratterizzate dalla massima densità hanno la funzione di partecipare all’evoluzione delle VLDL (very low density lipoprotein) e di rimuovere il colesterolo in eccesso dai tessuti periferici per portarlo al fegato o ad altri tipi di tessuto come: le ghiandole surrenali o le gonadi.
Le HDL si formano per l’aggregazione dei vari componenti di una lipoproteina: colesterolo, trigliceridi, apolipoproteine, fosfolipidi.
In particolare, il fegato e l’intestino tenue secernono l’apolipoproteina apoA1, la quale riceve il colesterolo non esterificato (un precursore degli ormoni steroidei, della vitamina D e degli acidi biliari. Nel caso delle malattie concorre alla formazione dei calcoli biliari e degli ateromi.) dei tessuti circostanti.

Lo studio sul “colesterolo cattivo”

La ricerca sulle dinamiche di assimilazione delle LDL, ha mostrato come queste molecole vengano assorbite in modo diverso in base all’orario in cui si ingeriscono.
L’analisi è stata condotta in sei tranches di tempo i pasti principali:
– Mattino (dalle 5.00 alle 9.29),
– mezzogiorno (dalle 11.30 alle 13.39)
– sera (dalle 17.30 alle 20.30. ).
Sono stati aggiunti altri tre periodi per gli spuntini:
– Metà mattina (dalle 9.30 alle 11.29),
– Pomeriggio (13.30 – 17.29)
– Notte (dalle 20.30 alle 4.59).

I soggetti presi in esamesono stati 1.283 (di cui il 44,4% donne) da 19 anni in su. L’assunzione di cibo è stata valutata con un richiamo dietetico di 24 ore e convertito in calorie da carboidrati, proteine e grassi.
L’apporto energetico è stato così suddiviso: 385 kcal al mattino, 123 kcal a metà mattina, 522 kcal a mezzogiorno, 171 kcal nel pomeriggio, 557 kcal alla sera e 169 kcal di notte.

I ricercatori hanno così scoperto che i livelli di colesterolo LDL sono aumentati in media di 0,94 mg/dl quando i partecipanti hanno mangiato 100 kcal in più durante la notte. Inoltre, il colesterolo LDL è aumentato di 2,98 mg/dl quando i partecipanti hanno mangiato 100 kcal supplementari di grasso durante la notte.

Di contro hanno successivamente spostato, di 100 kcal l’apporto energetico totale che era destinato al consumo notturno, al mattino o a mezzogiorno. Questa scelta avrebbe abbassato il colesterolo LDL di 1,46 mg/dL e di 1,27 mg/dL. Così come lo spostamento di 100 kcal di assunzione di grassi durante la notte a mezzogiorno o la sera ha ridotto i livelli di colesterolo cattivo.

I partecipanti allo studio sono tornati da 1 a 3 settimane dall’inizio della dieta, per fare una valutazione fisica, nella quale, sono stati misurati i livelli di trigliceridi a digiuno, colesterolo totale, HDL ed LDL.

Una precisazione da fare è che un livello alto di colesterolo non si trova soltanto in persone in sovrappeso, infatti anche persone con una fisionomia esile sono soggete ad avere il “colesterolo cattivo” alto.
Possono esserci fattori genetici che ne causano l’innalzamento.

Per questo questo studio non è direttamente collegato al dimagrimento o all’aumento di peso. Questo non esclude che, una sana e corretta alimentazione, vada bene a qualsiasi ora del giorno.

https://www.healio.com/endocrinology/cardiometabolic-disorders/news/in-the-journals/%7B9f5ecf41-3d24-4aad-b05a-3db3145f0013%7D/meal-timing-may-affect-cholesterol-levels

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