Fake news, in Finlandia si impara a riconoscerle a scuola

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Insegnare a riconoscere le fake news fin da bambini. La Finlandia ha deciso di investire in un progetto rivolto ai ragazzi delle scuole primarie per insegnare loro a distinguere le notizie vere da quelle false, in modo da non perdere di vista le cose veramente importanti e per mantenere alta la fiducia nelle istituzioni. In un periodo in cui tutte le democrazie del mondo sono minacciate da un vortice apparentemente inarrestabile di informazioni false, la Finlandia, recentemente quotata come la nazione più resistente alle fake news, ha preso molto seriamente la questione ed ha deciso di investire su un insegnamento mirato fin dalla scuola primaria.

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Le fake news spiegate in ogni ambito disciplinare

Nelle scuole secondarie la ricerca di informazioni su piattaforme diverse e lo sviluppo del pensiero critico sono diventate l’anima degli insegnamenti in tutte le materie scolastiche. Durante le lezioni di matematica gli studenti imparano quanto è semplice mentire con riportando le statistiche, nelle lezioni di arte vengono messi di fronte a un immagine per capire come il suo significato possa essere facilmente manipolato. Mentre studiano storia i ragazzi analizzano le campagne di propaganda del passato, mentre nelle ore di lingua i docenti insegnano come le parole possono essere utilizzate per confondere e ingannare. “L’obiettivo” spiega uno dei docenti al quotidiano The Guardian “è quello di rendere cittadini ed elettori attivi e responsabili. Pensare in modo critico, verificare i fatti, interpretare e valutare tutte le informazioni che si ricevono, ovunque esse appaiano, è cruciale. Abbiamo voluto insegnare questo ai ragazzi, in ogni disciplina”.

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Questo percorso fa parte di una strategia più ampia elaborata dal governo finlandese dopo il 2014, quando il Paese venne preso di mira con fake news riguardanti la vicina Russia. La spinta per contrastare le fake news venne proprio da lì e nel giro di poco tempo la Finlandia è arrivata ai primi posti nella classifica dei 35 Paesi europei che resistono meglio alle notizie false. Il programma realizzato dal governo finlandese ha l’obiettivo di rendere tutti, dagli studenti ai politici, in grado di riconoscere una fake news.

“Questo problema riguarda tutti” ha detto il capo della comunicazione del primo ministro finlandese. “Vogliamo coinvolgere tutta la società finlandese. Le notizie false rischiano di erodere i nostri valori, le nostre norme e la fiducia nelle istituzioni, che tiene insieme la società”.

Un programma per costruire il senso critico dei ragazzi

Il programma contro le fake news è gestito da 30 membri, appartenenti a una commissione che rappresenta i diversi comparti del governo, dai ministri alle organizzazioni sociali, dalla polizia ai servizi segreti. Inoltre al progetto partecipano in forma del tutto volontaria da più di tre anni giornalisti, insegnanti e bibliotecari. Un gruppo eterogeneo che si impegna per un obiettivo comune: liberare il Paese dalle fake news, la cui diffusione è stata “liberalizzata” nel web. Per fare questo, però, serve il contributo attivo dei cittadini. “E’ come un virus nel computer” spiega una delle ricercatrici che segue il progetto “il governo mettere a disposizione l’ultima versione del software antivirus, ma poi sta al singolo individuo installarlo”. Il presupposto è che nessuno è troppo giovane per imparare a ragionare in maniera critica sulle notizie che apprende.

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“I bambini oggi non leggono i giornali e non guardano i telegiornali alla tv” spiega uno dei docenti “non cercano notizie, ma ci si imbattono continuamente su WhatsApp, YouTube, Instagram, Snapchat e su tutti gli altri canali social. Più precisamente, un algoritmo seleziona le notizie da mostrare all’utente e i ragazzi devono essere abbastanza abili da saperle leggere con senso critico”.

Come riconoscere una fake news

Per spiegare bene cosa sono le fake news, termine anche poco appropriato per i bambini, i docenti hanno deciso di suddividerle in tre categorie: le informazioni sbagliate ovvero gli errori; la disinformazione, ovvero le bugie e le bufale, che sono false e diffuse appositamente per ingannare; la malinformazione, ovvero il gossip, che potrebbe anche essere corretta ma è finalizzata al danno.

Per provare a riconoscere se una notizia è vera o falsa, il programma propone ai ragazzi di porsi queste domande: che ha fornito l’informazione? Dove era pubblicata? Cosa dice veramente? A chi è rivolta? Su quali fatti si basa? Sono fatti evidenti o opinioni di qualcuno? E’ una notizia verificabile da qualche parte? La regola principale è, in ogni caso, quella di controllare sempre la notizia, evitando di affidarsi a Wikipedia e verificandola almeno su tre fonti diverse e attendibili.

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Fornire gli strumenti e lasciare libero il senso critico

Quello che il governo finlandese vuole fare, attraverso le organizzazioni e le scuole, è fornire ai cittadini, fin dalla scuola primaria, gli strumenti necessari per valutare se una notizia è vera o falsa. Non dice loro cosa devono pensare, ma fornisce loro gli strumenti per ragionare in modo critico. “Lavoriamo con le immagini” ha spiegato una dei docenti “ma anche con video, testi e contenuti digitali. Stimoliamo gli studenti a produrre qualcosa di loro e gli chiediamo di identificare i vari tipi di informazione ingannevole. E’ importante saper riconoscere una propaganda, una satira, una teoria cospirativa, un reportage o notizie insensate o prive di fondamento”.

Questo tipo di educazione è fondamentale per mantenere una certa equità sociale. E’ proprio nei Paesi del Nord Europa, dove c’è maggiore fiducia nelle istituzioni, che la società funziona meglio. E non è un caso che proprio qui le fake news sono considerate un male da cui sapersi difendere fin da piccoli.

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