Come si inizia a produrre energia in Indonesia

Il bambù come fonte di energia elettrica in Indonesia. Il progetto della bioelettricità.

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L’Indonesia, composta da 17.000 isole, nel 21° secolo registra ancora tra i suoi più grandi problemi quello dell’ammodernamento della sua rete elettrica.

C’è però una importante novità. Sull’isola di Siberut, alcuni villaggi assolutamente privi di elettricità stanno sviluppando la propria energia utilizzando il bambù.

La pianta di bambù

Il bambù è una risorsa naturale del territorio dell’Indonesia che si presta ai più improbabili usi. Gli indonesiani lo utilizzano, ad esempio, per costruire le impalcature; le fibre vengono intrecciate dando vita ad abiti e cestini. Il bambù secco invece è una buona legna da ardere. Gli indonesiani lo usano anche per la produzione di lance, zattere e persino tubi.

Questa graminacea, dunque, è coltivata ed utilizzata da migliaia di anni per gli scopi più disparati. E oggi rientra addirittura nella lista dei combustibili alternativi a quelli fossili, classificandosi come una delle principali biomasse ad uso energetico.

Il progetto

Oggi in Indonesia ci sono ancora circa 50.000 villaggi che non usufruiscono facilmente di energia elettrica, ma la società Clean Power Indonesia, fautrice del progetto, ha installato degli impianti bioelettrici di prova in tre villaggi delle isole Mentawai, regalando per la prima volta ai loro abitanti energia “affidabile“.

Secondo il Center for International Forestry Research “la raccolta del bambù offre lavoro e consente inoltre agli agricoltori di diversificare i flussi di reddito, riducendo la loro vulnerabilità ai fallimenti delle colture e aiutandoli ad adattarsi ai cambiamenti climatici“.

Quanto alla fattibilità e al rapporto costi-benefici di queste centrali bioelettriche, occorrono circa 300 ettari di foreste di bambù per alimentare una centrale che fornisce 700 KW, sostituendo così il gasolio quotidianamente usato per produrre energia.

Le risorse di bambù

Ma reperire la quantità di bambù necessaria non costituisce un problema visto che questa pianta cresce rapidamente. Addirittura alcune specie possono crescere fino a un metro al giorno quindi per raccoglierne in quantità necessaria, non occorre abbattere intere foreste.

Il bambù può essere raccolto durante tutto l’anno. Esso aiuta così a ripristinare rapidamente i terreni degradati, stabilizzando il suolo, proteggendo i bacini idrografici e garantendo l’habitat della fauna selvatica nonché la produzione di energia. In questo modo, contribuisce anche alla conservazione delle risorse del nostro pianeta per le generazioni future.

Le aspettative per il futuro

Al momento l’Indonesia progetta di triplicare la produzione di energia entro il 2045, garantendo la fornitura anche a quel 10% del paese che ancora oggi non usufruisce per niente di elettricità.

Secondo l’analisi costi-benefici condotta dall’Università della Difesa dell’Indonesia, l’investimento di 1 milione di dollari da parte dell’CPI in impianti bioelettrici di bambù vedrà rendimenti del 100% in 16 anni e guadagni netti del 65% entro la scadenza prefissata.

Oggi il bambù viene sempre più utilizzato come risorsa rinnovabile per la produzione di vari tipi di combustibili (solidi, liquidi e gassosi), e utilizzarlo come biomassa comporta diversi vantaggi. Rispetto ad altre energie rinnovabili, il suo punto di forza è quello di permettere, oltre alla produzione di energia elettrica, anche quella di biocarburanti.

E così, mentre il resto del mondo cerca di trovare soluzioni per contrastare il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale, l’Indonesia, nonostante non abbia la possibilità di usufruire della tecnologia più avanzata di cui godono i Paesi più ricchi, potrebbe aver trovato nella natura, e nella semplicità dei suoi elementi, l’alleato per partecipare alla lotta per la salvaguardia del pianeta.

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